Agatha
Guardiana della Connessione
Agatha, la connessione con il tuo istinto.
Nel Bosco Ambrato ogni Guardiana veglia su una parte di te, e Agatha custodisce il tuo istinto, quel sapere che ti dice cosa ti fa bene anche quando gli altri dicono il contrario.
Se conosci quella sensazione di sapere cosa per te va bene, quell'istinto naturale che senti dentro.
Se ultimamente, a forza di sentirti ripetere che esageri, hai cominciato a dargli meno retta.
Se cerchi una compagnia che ti stia accanto e ti aiuti a ritrovare te stessa.
Se, tornando a casa, vuoi tornare a fidarti di quello che senti,
La lampada Agatha è la Guardiana che ti sta aspettando.
La nascita di Agatha nel Bosco Ambrato
C'è un'ora, nel Bosco Ambrato, in cui la luce si fa più chiara e ogni rumore risuona di gioia, quella è l'ora di Agatha.
Nasce lì dove la luce filtra tra i rami e il mondo di fuori si allontana piano, e arriva in silenzio, una gatta di cirmolo che ti guarda con calma e sembra sapere già quello che porti dentro e che a nessuno hai raccontato.
Ogni Agatha la scolpisco a mano da un cirmolo cresciuto in montagna tra sole e neve, e quando la tieni vicino senti ancora il profumo del bosco, quello delle prime ore del mattino, perché è un pezzo di natura viva che entra in casa tua e ci vive con te, caldo e tuo, come se ti avesse aspettata da sempre.
Agatha si fa trovare da chi ha voglia di fermarsi e tornare ad ascoltare quell'istinto antico, lo stesso che il mondo, a furia di parlare, aveva coperto.
L'alleata che ti riporta a te
C'è un istinto dentro di te che ha sempre saputo cosa ti fa bene, e per anni l'hai seguito con naturalezza, finché qualcuno ha iniziato a dirti che sbagliavi, e a forza di sentirtelo ripetere hai cominciato a dubitarne.
Agatha è nata per quell'istinto, una gatta di cirmolo che porta sopra di sé la piccola creatura in cui quel sapere vive, e la custodisce perché torni a farsi sentire.
Ho scelto la gatta perché si fida di quello che sente e lo segue a testa alta, ma allo stesso tempo, sa amare i suoi cari a modo suo, appartenendo sempre a sé stessa, come eri tu quando la tua bussola funzionava.
La accendi la sera, quando la casa si è zittita e ci sei solo tu, e mentre la luce calda sale insieme al profumo del cirmolo, per un momento quello che senti torna a contare più di quello che ti hanno detto gli altri.
Perché si chiama Agatha?
Agatha è arrivata di notte, in sogno, senza che la cercassi, ed era in piedi nella posa che vedi ora quando mi ha detto una cosa sola: «Sono Agatha, sono qui per te», mi sono svegliata con quel nome ancora addosso, limpido come una certezza, e pur ignorando ancora chi fosse, sentivo che sarebbe stata con me a lungo, e che avrei capito col tempo.
In quei giorni cercavo la mia strada, perché stavo per aprire la mia attività di scultura qui in Valle d'Aosta, in una terra piena di scultori bravissimi, e volevo qualcosa di soltanto mio, un linguaggio nuovo capace di parlare per me, e Agatha è stata la risposta, arrivata prima ancora che sapessi di doverla cercare, e da lì è cominciato tutto.
Agatha mi ha rimessa in contatto con una parte di me che avevo lasciato in silenzio, ed è per questo che oggi è la Guardiana della Connessione, la prima di tutte.
Scolpirla è stato naturale, come se la sua forma esistesse già nel legno e io dovessi soltanto liberarla, Agatha è stata la prima di tutte, quella che ha aperto la strada per far nascere, come prima cosa, il Bosco Ambrato
Lei mi ha aiutata a farsi trovare, così come aiuterà te, a trovare il vostro posto nel mondo del Bosco Ambrato, un luogo dove poter vivere in pace.
Uno spazio dove sei di nuovo tu
Immagina un posto in casa tutto per te, dove puoi appoggiare quello che porti sulle spalle e semplicemente respirare piano, è lì che Agatha ti aspetta.
Ti siedi, la guardi e respiri, e piano il tuo istinto torna a parlarti con la calma di prima.
La sua luce riscalda sia la stanza che quel punto dentro di te dove sai ancora bene chi sei.
Agatha ti lascia amare come sai fare tu, perché quello è tuo ed è giusto così, e ti ricorda soltanto di tenerti al primo posto nella tua lista, come la gatta che dà a chi ama, ma appartiene sempre a sé stessa.
Una guida silenziosa per chi cerca casa
Ci sono giorni storti in cui ti senti lontana da te, per un motivo che ancora ti sfugge.
In quei giorni Agatha ti sta accanto, e la sua compagnia calma basta a riportarti piano al tuo centro.
La tocchi e senti il legno caldo sotto le dita, e qualcosa dentro si scioglie, perché è il gesto che fai quando vuoi tornare a una cosa vera mentre il resto fa rumore, e Agatha diventa il tuo modo di ricordarti che puoi fidarti ancora di quello che senti.
Ogni giorno un piccolo ritorno a casa, verso la parte di te più libera e più serena, quella di sempre.
Appena ricevi Agatha, trova un momento
solo per voi.
Appena ricevi Agatha, trova un momento solo per voi.
Il giorno in cui la porti a casa concedile il suo momento, accendila e siediti davanti a lei lasciando che la luce riempia la stanza, respira il profumo del cirmolo e regalati qualche minuto tutto vostro, di te e lei, mentre trovate la parte di Bosco Ambrato, in cui poter essere solo voi.
Pensa a cosa vuoi riascoltare, una parte di te, un legame, un istinto messo a tacere.
E poi chiediti piano: «Cosa sto sentendo davvero, sotto tutto il rumore?»
Da quel momento Agatha è tua, e ti aspetta ogni sera per ricordarti chi sei ogni volta che tornerai da lei.
Il giorno in cui mi ha trovata
Agatha era già passata nei miei sogni, in piedi, con lo stesso sguardo che ha oggi, e mi aveva detto: «Sono Agatha, sono qui per te», e quel nome mi ha accompagnata per giorni, fermo e limpido, come se aspettasse con calma il momento giusto in cui sarei stata pronta a darle forma.
È successo il giorno in cui l'ho disegnata per la prima volta e poi l'ho modellata nella plastilina, perché dal segno sulla carta alle prime curve tra le dita ho sentito che stava nascendo qualcosa di nuovo, molto più di una scultura, un modo nuovo di dire chi sono e il seme da cui sarebbero nate tutte le Guardiane, e in quel momento ho capito che Agatha era già viva e stava aspettando me.
Agatha è nata così, come risposta a una domanda che portavo dentro da tempo, e mi ha ricordato che la mia forza sta nella connessione, con me stessa, con quello che amo e con la vita che scelgo ogni giorno, ed è per questo che è la Guardiana della Connessione.
La favola della gatta che univa i mondi
Nel Bosco Ambrato vive una gatta di cirmolo dal passo silenzioso che si chiama Agatha, e anche se corre meno della lepre e ha una voce più piccola del cervo e passa quasi inosservata tra gli alberi, custodisce un dono raro, perché sa riportare vicino quello che sembrava perduto, anche dentro di noi.
Una sera un pettirosso si posò accanto a lei tremando e le disse: «Agatha, io lo sento nell'istinto da che parte è casa mia, ma tutti mi ripetono che sbaglio, e ormai faccio fatica a credere a me stesso», e la gatta lo guardò con calma e rispose: «Vieni qui vicino, io ti aiuto a sentire di nuovo quello che già sai», e mentre accendeva la sua luce sulle foglie gli parlò piano: «Chiudi gli occhi e torna a quell'istinto di prima del rumore, perché è ancora lì e conosce la strada meglio di chi l'ha messa in dubbio».
Il pettirosso chiuse gli occhi un istante, e quando li riaprì il suo istinto era di nuovo limpido, e la strada di casa era chiara davanti a lui.
Da allora, chi nel Bosco perde il contatto con il proprio istinto sa a chi tornare, perché con una gatta di cirmolo fatta a mano basta poco ad accendere il punto in cui quello che senti e quello che vivi tornano a parlarsi.
Perché a volte la cosa di cui hai più bisogno è semplicemente qualcuno che ti ricordi chi sei, con dolcezza e con la luce giusta.
Cosa dite di Agatha
“La mia connessione”
“Agatha è diventata il ponte tra me e il silenzio. Mi ricorda chi sono, senza bisogno di parole.”
— Sara, Genova
"La accendo ogni sera, davanti alla finestra
Mi serve per connettermi con me stessa, il suo profumo mi tieni compagnia, mentre leggo."
— Giuliana, Valle D'Aosta
“Arrivata con cura”
“Imballo perfetto, consegna veloce. Ma la cosa più sorprendente è stato il profumo che è uscito appena aperta.”
— Paola, Parma
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